Crea sito
Ott 162016
 

in prestito

E’domenica e non ho proprio voglia di alzarmi dal letto.
Fuori piove, sento il rumore incessante della pioggia battere sui vetri e così preferisco stare qui, a sognare ad occhi aperti…Lei!
Ricordo quando la vidi la prima volta, era per strada e,
con le sue cuffie nelle orecchie, saltellava con noncuranza cantando a squarciagola una canzone di Battisti.
Lo scontro fu inevitabile ed inevitabilmente me ne innamorai.
Ricordo bene come fosse oggi…
-Le chiesi: “dove sta con la testa signora?!”
“Non è mica una ragazzina e tra l’altro è anche stonatissima!”
Lei mi guardò per un attimo, in silenzio, poi mi rispose con un sorriso…
“Mi scusi, sono imbranata lo so, dovrei stare più attenta”.
“Sono stonatissima, so bene, ma non cantavo per lei bensì per me e le mie stonature non mi danno fastidio”.
“E’ presuntuosa signora e non ha l’età per fare la scema per strada”
-Lei sempre sorridendo rispose…
“Io non ho gli anni delle mie rughe ma quelle del mio cuore perciò sono una ragazzina“
e saltellando e cantando, senza voltarsi indietro si allontanò lasciandomi addosso il profumo del suo essere bambina.
Nei giorni a seguire pensai spesso a lei con un sorriso, più spesso di quanto volessi.
Si, avrei voluto conoscerla meglio quella folle “ragazzina” con le rughe sul volto e gli anni del suo cuore,
avrei dovuto trovare un modo per trattenerla quel giorno
ma nulla feci…e se ne andò.
Una settimana dopo, uscendo dal mio ufficio la rividi;
era lì, dinanzi al portone dell’edificio di fronte.
Era lei, sempre con quell’aria svampita da eterna ragazzina, piccolina, alta poco piu di un metro e mezzo
aveva i capelli sciolti, senza trucco, indossava un paio di jeans, una camicetta blu e ai piedi un paio di ballerine
e le sue immancabili cuffie nelle orecchie.
Non riuscii a distogliere da lei gli occhi
dimenticandomi del resto del mondo.
Cercai di darle un’età, mi fu impossibile…
la vidi attraversare la strada e salire su una macchina. Questo mi fece pensare che forse lavorava lì, nell’ufficio di fronte e magari l’avrei potuta di nuovo rincontrare.
L’indomani mi guardai attentamente intorno, notai un auto che sembrava fosse quella su cui lei era salita il giorno prima e questo, inspiegabilmente, mi rese felice.
Era stupido lo so, in fondo non sapevo nulla di lei, probabilmente era sposata o impegnata perchè non era giovanissima, ma, sinceramente, in quell’istante a me nulla importava, avevo solo una gran voglia di rivederla.
Nei giorni seguenti, osservando attentamente dalla finestra del mio ufficio l’andirivieni delle persone, la intravidi, ed ebbi modo di capire che lei lavorava lì.
Sapevo che l’avrei rivista e nacque in me la quasi certezza che l’avrei potuta rincontrare di nuovo.
Feci di tutto perchè ciò accadesse e così fu.
Aveva sempre quell’aria fanciullesca, quel suo modo di fare disarmante e il tutto di lei non faceva che aumentare la mia curiosità.
Iniziai ad amarla ed ogni giorno me ne innamoravo un pò di più.
Per un lungo periodo iniziammo a frequentarci, a conoscerci, ridere e scherzare insieme.
Dio quanto era bella, con le rughe sul volto e gli anni del suo cuore!
La baciai, un giorno, convinto che lei nutrisse per me lo stesso sentimento.
Lei arrossì, ma quel bacio non durò che un attimo, si ritrasse e capii che forse stavo sbagliando…
Mi sussurrò
“non posso, non voglio“
La guardai con il cuore in tumulto, e sentendomi io un ragazzino, le dissi:
“Ti amo, Ti voglio”.
Mi rispose
“mi dispiace, ho altro nel cuore e nei pensieri e non vedo in te quello che tu vedi in me”.
Rimasi in silenzio, nel silenzio di un minuto che sembrò eterno poi, guardandola negli occhi le chiesi:
“E se mi bastasse solo saperti?”
Abbassando timidamente gli occhi rispose…
“Mi avresti a metà e meriti di più, come io merito di più.”.
Mi sorrise abbracciandomi forte e andò via, ancora una volta, senza voltarsi.
La guardai mentre si allontanava
senza più addosso quell’aria da ragazzina svampita.
Da quel giorno, non ebbi più il coraggio di cercarla,
aveva ragione, non poteva bastarmi saperla.
Io l’amavo e di lei volevo tutto, il suo cuore, la sua passione, la sua mente, la sua carne e la sua anima.
Ma non c’è domenica che non attenda il lunedi per catturare di lei un sorriso e rubare alla vita quell’attimo da imprimere nel cuore.
© Silvana Stremiz

Sorry, the comment form is closed at this time.