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LA PARABOLA DEL TEMPO

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Ott 162016
 

tempo

Esco dalla doccia, velocemente mi asciugo i capelli, al volo li raccolgo con un fermaglio, infilo un paio di Jeans strappati come quelli che indossano le ragazzine sebbene io non lo sia più una ragazzina perché sulla pelle, sul volto, nell’anima ho tutti i segni del tempo, ma non nel cuore, che è rimasto quello di un bambino che vive sognando.
Esco di casa al volo, una corsa verso il fiume, in compagnia del tempo amico nemico di questa folle vita.
Mi siedo sulla sponda del Grivò a guardare lo scorrere dell’acqua che va verso il mare perché è lì, nel mare, che si incrociano tutti i fiumi ed è lì che il tempo deposita i momenti, gli attimi.
Sento il tempo scorrermi addosso mentre una folata di aria fresca mi accarezza la pelle.
Chiedo al tempo di fermarsi un attimo, ma continuando a scorrere mi risponde:
”Non posso, se mi fermassi il tuo di tempo non avrebbe futuro, la vita non avrebbe senso e il mondo si fermerebbe ed è per questo che, anche ora mentre tu mi parli, io continuo il mio cammino lasciandoti addosso minuti, ore, attimi di vissuto, tracce indelebili sulla tua pelle e nel tuo cuore”.
Mi scende qualche lacrima, le sento posarsi sul cuore dove si appoggiano “gli attimi di una vita”, sono pesanti come il piombo, leggere come una piuma, amare come il sale e dolci come il miele.
Sono così le nostre memorie, un alternarsi di momenti belli, brutti, a volte maledetti, a volte benedetti, si mescolano, si amalgamo; c’è di tutto in un vissuto, c’è del buono e c’è del brutto.
Ripercorro del passato momenti in cui so che avrei potuto, in cui avrei probabilmente dovuto, in cui non ho osato, momenti che hanno oggi il sapore del sospeso, dell’incompiuto, tutti ”se“ che resteranno, come lama affilata, nell’ anima per l’eternità.
Ancora sussurro al tempo…
“Ti prego, rivoglio momenti, quegli attimi di vita”
Ma scorrendo veloce, e senza badare alle mie parole, mi risponde:
“Il passato è passato, nulla torna, nulla può essere da me restituito, ogni battito, ogni respiro già scritto, ha lasciato nel tuo tempo il suo racconto, non sono come il vento che va e ritorna, io vado sempre in un’unica direzione, verso il mare oltre l’orizzonte verso l’infinito”.
Ti prego…
“No, non posso! Devi solo guardarti nel cuore, sfogliare le pagine della memoria, tra quei battiti, quei respiri dell’anima tutto è stato già scritto e resta indelebile, ad ogni tempo tutto quello che “E’”.
Ascoltami tempo… ho parole da cancellare, parole non dette, dolori da strappare, attimi da rivivere, abbracci dimenticati e ancora un bacio da dare. Ho risposte da trovare in tanti perché senza risposte, tanto dolore da comprendere e un Dio perso non più ritrovato da ritrovare.
Ascoltami tu ora, Donna…
“Nulla del tempo passato ritorna, ma tutto nel tempo può ancora accadere, il passato lo si può riscrivere, a volte più bello a volte più brutto, ma nulla sarà rimpianto finché un solo granello di vita scorrerà, avremo altre occasioni per rimediare, per raccontare, per rivivere e per sperare.
Devi vivere nel respiro del tuo cuore, ascoltare e guardare con l’anima vivendo ogni emozione da dentro con amore, rabbia e passione, solo così puoi estendere all’infinito l’attimo.
Ogni risposta è dentro Te, la fede ne facilita la comprensione e l’accettazione e, sebbene non faccia di noi una persona giusta, rende più facile il nostro cammino e l’accettazione della morte stessa. Solo se vuoi ritroverai Dio e la fede dentro te, ma non troverai mai nulla di ciò che non sei disposta ad accogliere. Non posso essere io, il tempo, a darti le risposte, sono solo un fedele compagno di questo tuo viaggio e nel mio trascorrere ti do l’opportunità di comprendere, di trovare le tue risposte e dare un senso ai perché della vita.
E’ solo vivendo appieno ogni attimo, che alla fine di questo viaggiare con l’anima avrai vissuto una vita, comprendendone, forse, il senso, raccogliendone e depositando i ricordi in ogni angolo di cuore”.
Sorridendo, osservo ancora lo scorrere del fiume che va verso il mare con la consapevolezza, stavolta, che tutto può ancora accadere e che non è mai troppo tardi per donare quell’abbraccio non dato, quel sorriso, dare quel bacio non dato e vivere appieno la vita trovando tra le pagine del tempo ogni risposta.
Silvana Stremiz ©