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Ott 162016
 

donna

Lucia ha 28 anni ed è bella da impazzire: lunghi capelli neri lisci, occhi color del mare, pelle ambrata, un corpo snello ma formoso. È intelligente, determinata e orgogliosa.
Lucia lavora in una grande multinazionale. Condivide il suo ufficio con Franco, un bel ragazzo simpatico, cinque anni più grande. Franco è segretamente innamorato di lei. È la classica storia di uno che ama una mentre lei è pazza di un altro: Franco è un collega, un confidente, una spalla su cui piangere, tutto fuorché un compagno agli occhi di Lucia, che è al telefono da mezz’ora. Franco la osserva sforzandosi di sorridere. Lei posa il ricevitore, il cuore le batte all’impazzata, non sente le gambe, la mente va dove vuole. Era lui, Bruno, incontrato tre mesi prima in un pub, un gioco del destino che le ha fatto perdere letteralmente la testa: Lucia ha una cotta pazzesca per lui. È un importante imprenditore, bellissimo, brillante, irresistibile, insomma l’ha catturata totalmente al primo sguardo e ormai tutti i suoi sogni gli appartengono. Bruno ha un solo difetto: ha detto di adorare le rosse, mentre Lucia è mora, e questo a lei era sembrato un ostacolo insormontabile. Eppure lui l’ha appena invitata nella sua casa al mare! Forse ha cambiato idea sulla questione dei capelli? Lucia ha paura di star sognando, di svegliarsi all’improvviso da un’allucinazione prodotta dai suoi desideri. No, non sta sognando ed è totalmente elettrizzata. Sono mesi che non pensa ad altro: che Bruno la inviti da qualche parte, qualsiasi, e ora si sente così felice che le sembra di amare l’umanità intera come mai aveva fatto prima. Prende le consegne del capo, l’ora di chiusura dell’ufficio sembra non arrivare mai.
In strada, accanto alla sua macchina, l’aspetta Bruno, più affascinante che mai con quell’aria da conquistatore. Lucia crede di essere sul punto di svenire mentre lui le apre la portiera, ma scivola disinvolta sul sedile di cuoio, anche se le pare di avere il fuoco nelle vene e la testa piena di farfalle. È completamente persa, e lui lo sa. È una giornata perfetta, è il momento perfetto per tutto.
Sulle scale della casa di Bruno Lucia sente il leggero imbarazzo di chi sa come finirà e soprattutto sa come vuole che finisca. Non aspetta altro: non importa quanto durerà, ciò che conta è che sia iniziato.
Entrano in casa, lui l’afferra, la bacia, la stringe a sé in un abbraccio nel cui calore Lucia si scioglie. Bruno la abbandona un istante per tornare con due bicchieri: un drink prima della confusione dei sensi. Le lascia il tempo di notare l’arredamento: un grande specchio, dei quadri appesi alla parete, una sveglia sul comodino. Qualcosa stona in quella scena ma lei scaccia la sensazione, presa com’è dall’attesa febbrile dell’essere conquistata.
I bicchieri si appoggiano lievi sul comodino, poi è lei a prendere l’iniziativa: lo sospinge sul letto, i vestiti volano per la stanza, freneticamente gli si stende sopra e divora quelle labbra tanto agognate. Si solleva per osservare l’effetto e poi lentamente si china, i suoi lunghi capelli si appoggiano sul petto di lui, quasi come una cortina a racchiudere i loro volti, sguardo nello sguardo, respiro nel respiro. Poi è la completa fusione dei loro corpi che si conoscono, si accarezzano percorsi da lunghi brividi, le gambe si avvinghiano strette come se ogni centimetro di pelle volesse abbracciarsi. Lucia lascia scendere le sue mani lungo i fianchi fino all’inguine…
Lentamente riemergono da quella frenesia, lei si discosta, le mani di Bruno scorrono fra i suoi capelli, i suoi splendidi capelli neri. Un pensiero balena come un fulmine nella mente di Lucia, procurandole una fitta al petto: a lui piacciono le rosse. Ed eccolo, infatti: «Sai che tu sei la prima mora nella mia vita?»
Certo che lo sa: lo ha visto in più di una occasione presentarsi con le sue rosse mozzafiato, e lui non tiene certo nascosta questa preferenza. Per la seconda volta in quella giornata le sembra di sentire una nota stonata. Mentre lei cerca di mascherare il fastidio lui incalza: «Ti vorrei rossa».
Lucia indipendente, sicura di sé, Lucia dalla forte personalità si arrabbia, si stizzisce, eppure la mattina dopo, prima del lavoro, si infila dal parrucchiere, taglia i capelli e li fa tingere. Quando entra in ufficio Franco a stento riesce a chiederle che cosa è successo. A lei manca il coraggio di guardarlo in faccia: in fondo lo sa che con quella scelta si è svenduta l’amor proprio per l’amore. Lo sguardo di lui esprime vera e propria commiserazione e lei si sente in imbarazzo.
«Mia nonna non è vissuta in un’epoca di emancipazione femminile come te, ma aveva più orgoglio di te, più senso di dignità» la affronta Franco. «Avevi dei capelli bellissimi, eri splendida. Arriva un cretino qualsiasi e tu cambi colore, taglio, povera Lucia. Credevo avessi più carattere!» Lucia si sente mancare, le tremano le gambe: in un attimo un velo si squarcia nella sua mente e lei ha voglia di piangere, invece si infuria gridando le sue ragioni, cercando di sembrare decisa. Franco si volta e Lucia si sente nuda di fronte alla verità. Cerca disperatamente di riappropriarsi della sicurezza perduta, sminuendolo e umiliandolo, ma niente riesce a cancellare la realtà che lui le ha mostrato.
Franco la guarda negli occhi. Lentamente, con fatica, quasi con sofferenza, tira fuori parole pesanti come macigni. «Un povero scemo si è innamorato di te la prima volta che ti ha vista, qualcuno che non voleva cambiarti ma ti amava per quella che sei.» Lucia resta a fissarlo stordita, imbarazzata, incapace di reagire. «Tu mi ami!» esclama. Franco volta le spalle, deluso.
Lucia improvvisamente cerca un appoggio, il cuore batte forte, non capisce perché eppure avrebbe voglia di baciarlo. Si sente così stupida! Franco ha ragione: lei si è appena privata di se stessa per un’insensata rivalsa, in nome di qualche inutile ora di sesso.
Lei, con i suoi splendidi capelli, con le sue riconosciute capacità, deve dipendere dal capriccio di Bruno? È davvero Bruno ciò che vuole, o si è trattato solamente di una sfida personale? Lui è suo, lo sarà mai veramente? Tutte quelle domande le penetrano in testa come colpi di martello. A uno sguardo disincantato ciò che è successo le appare ora frivolo e superficiale.
Non osa incrociare lo sguardo di Franco, teme di scontrarsi con l’imbarazzo della confessione, ma anche con un turbamento inaspettato. Sente addosso la delusione di lui, la rabbia e quell’amore non riconosciuto, disatteso le fa male da morire, ma le scalda anche il cuore. Franco si è fatto cupo, triste come un animale abbandonato, ma lei si sente emozionata come una bambina alla prima cotta, lo fissa negli occhi. Non dicono nulla, non ce n’è bisogno. Lei lo abbraccia, appoggia dolcemente le labbra alle sue, e accade la magia: tutto quello che provava per Bruno si dissolve in quel bacio, perché non era mai stato vero amore ma un traguardo da raggiungere, solo un sogno proibito, una passione che brucia fino a quando si consuma. No, non è quello che prova ora baciando Franco: questo è amore, lo sa, lo sente. Come ha fatto a non accorgersene prima… I capelli ricresceranno neri e lei tornerà se stessa, non per un uomo, ma con l’uomo giusto accanto.
© Silvana Stremiz

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