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Ti porterò con me – di Silvana Stremiz

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Gen 112016
 

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Prefazione di Isabella Gambini (Intermedia Edizioni)

Ti porterò con me di Silvana Stremiz

Capita, specie negli stati d’amore imperfetti, di sorprenderci a contare grano a grano la sabbia del mare con la speranza che il sole dimentichi d’essere una stella; e capita, nelle medesime circostanze, di scorgere tra le nuvole i profili inattesi dei santi, dei draghi e degli angeli. In questi disumani stati d’amore, i sensi colpiscono più forte l’anima e ci si scopre all’improvviso fragili. Così può capitare anche che un canzoniere amoroso, come questo di Silvana Stremiz, scritto utilizzando immagini audaci e sensuali, riesca a coinvolgerci perché capace di guardare ben oltre i confini dell’esperienza e della fantasia, scorgendo nel futuro una felice opportunità: Tu non lo sai / ma sto sognando di Te. / Tu non lo sai / ma accadrà anche a Te / di sognarmi e desiderarmi.

S’avverte, nei suoi versi, una carica sensuale espressa senza finzioni, senza pudori, che ci avvolge e ci accarezza (come fosse una preghiera ardente) segnando i confini a tutti i desideri, rendendoci, al contempo, capaci di perdonare tutte le “virgole che scappano”, tutti gli “accenti fuor di posto” e tutti gli altri “inciampi” delle “imperfezioni” di chi amiamo d’un Amore senza limiti e con tutte le maiuscole al posto giusto, quelle che ci fanno sognare persino le “pause del caffé”!

~ Isabella Gambini ~

Libro: Fotogrammi di Un sogno – Prefazione di Matteo Tuveri

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Dic 182014
 

Fotogrammi di un sogno

 

Intermedia Edizioni

ISBN: 978-88-6786-128-6

Matteo Tuveri
Prefazione
La semplicità e la disillusione

Se è vero, come scrisse Calvino, che il «cinema mentale è sempre in funzione in tutti noi – e lo è sempre stato, anche prima dell’invenzione del cinema», è anche vero che la poesia di Silvana Stremiz appartiene a quelle manifestazioni immateriali e materiali in cui fortunatamente a volte le immagini prendono forma. Ogni parola evocata dalla scrittrice contiene note emotive, denotative e poetiche cariche di un pathos mai spinto all’eccesso e dona senza dubbio vita a una serie di cammei personali, e al medesimo tempo rappresentativi dell’umana natura, dai colori vivi nei quali emergono in nuce le caratteristiche della sua poetica divisa fra emozioni intense e elevazione delle medesime a simbolo ontologico della vita.

La scrittura di Stremiz è infatti empirica, primitiva e immanente al medesimo tempo, un quadro nel quale il chiasmo dell’esistenza si esprime sempre partendo dall’esperienza quotidiana per arrivare al panorama di un’anima. Una poesia induttiva che dall’amore, dal dolore o dalla gioia, dall’attesa, dalla malattia o dai Diritti Umani, sentiti come esperienza personale, perché propri o dell’altrui vita, guida il lettore a un firmamento di assunti semplici e generali in cui l’accettazione, l’integrazione e l’esperienza umana vengono riassunti in modo baconiano. Dalla collazione di una vasta base di doni empirici, ereditati dalla vita, Stremiz edifica una teoria dei fenomeni poetici dipinta con aggettivi e verbi semplici, quasi sempre al presente, quasi sempre interrotti dal verbo del verso successivo. La rima non compare, a rimare, spesso in opposizione, ossimori concettuali. Come in “Allunga la mano” in cui paura, disperazione e lacrime vengono spezzati da un ideale e improvviso cambio d’abito grazie al quale nuove parole, come colori, ricami e merletti, portano la speranza.

Dall’abito della paura, dismesso per quello colorato, fatto di ricordi belli, che «fanno sempre bene», alla distinzione fra ciò che è da ciò che si vorrebbe, al centro di ogni illusione o disillusione umana, di “Oltre al sogno”, fino ai grandi sentimenti della poesia “I grandi amori nascono piccoli” che, apparentemente intrisa di malinconico struggimento, si riscatta «tra un sogno e un incubo, tra le spine della vita» restituendo al quadro un colore meno roseo e scontato e facendo emergere il gotico di un individuo che cammina nel sentiero dell’esperienza scostando rovi e rami secchi, nonostante i sogni e le visioni della speranza.

Quello che piace di Silvana Stremiz, infatti, è che in fondo al tunnel, fra l’ottimismo d’ordinanza, lei riesca comunque con onestà a non perdere di vista il pessimismo cupo del quotidiano, quel certo continuo e fastidioso adynaton di cui ogni vita è affetta, attraverso il quale «La notte troppo buia / In quella tempesta di ghiaccio / Che trafigge i sogni / Mentre si spengono le stelle» viene indicata la finitezza dell’umana ideale attitudine alla felicità. Sono visioni nere nascoste dietro i colori, diamanti trasformati in lacrime (Se avessi il dono trasformerei / in diamanti quelle lacrime / che ti scavano l’anima), come Heinrich Heine insegna, che denunciano come la vita sia questo, «momenti magici alternati al dolore».

La semplicità, come si diceva, è la forza dei lavori raccolti nel presente volume. Ci si rende conto che la loro essenza non risiede nella complessità della forma o nella lungimiranza della struttura sintattica. Sono spesso pensieri volanti, come dice il titolo “fotogrammi” distratti (ma non troppo) causati dai movimenti tellurici della precarietà della vita, dall’atteggiamento di chi osserva il mondo con viva rabbia e vivo stupore (citiamo fra tutte la poesia per Eluana Englaro, i cui occhi aperti non vedevano più la vita e che ora è libera di volare via dalle polemiche). Sono conchiglie raccolte sull’arenile o piccole foglie esiccate al chiuso delle pagine di un libro. Per l’appunto immagini. Questa la loro forza, tutta ottocentesca, da salotto buono e tormentato in cui chi scrive si accomoda con composta curiosità.

Sfogliando ricordi romanteschi, come paradossali e drammatici figurini di moda esposti in una teca aperta al visitatore, “a briglia sciolta sul Pegaso […] raggirarsi nell’aria or qua or là, a capriccio […] in traccia di selve e di romitaggi sospirando miracoli d’amore”, tanto per citare Angelo Ridolfi. Consapevoli, però, che la semplicità non esenti dalla disillusione.

Respirando vita – Breathing life

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Lug 112014
 

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Un percorso, che ci rende protagonisti, di ogni singolo respiro e che arriva bene al suo obiettivo, al fine e non alla fine del più grande Miracolo divino: La Vita. Il libro è una raccolta di poesie in italiano con traduzione inglese a fronte.

 

Prefazione di

Barbara Brussa

Ho sempre pensato che un libro sia il mezzo più economico, rilassante e favoloso per viaggiare: nel mondo, nel tempo, nel sogno, nel mistero, negli abissi dell’anima. Questo libro in particolare offre l’opportunità di fare un coinvolgente viaggio insieme a Silvana Stremiz, che prendendoci per mano ci porta ad ammirare le infinite sfumature della Vita. Il volo inizia dalle origini, da quel caldo nido in cui l’autrice ha iniziato a respirare vita:
“Mi hai insegnato ad amare
Il giusto lo sbagliato l’ho imparato da te
L’amore e il rispetto sono state le tue lezioni di vita
[…]
Non posso dire la parola mamma
Senza dirla anche a te.” Da: Rita
“Ho ricevuto da voi amore
Più di quanto l’amore possa dare
Più di quanto chiunque possa mai amare.
Ho avuto due madri e due padri” da: Con amore, per Rita e Jean
Rita, appare come uno dei pilastri della vita di Silvana – tanto da meritare a pieno titolo l’appellativo di mamma – e insieme a Jean, rappresenta il vero concetto di famiglia: al di là del mero legame di sangue, la famiglia è lì, dove ognuno di noi sente di essere amato. Un legame forte, quello che lega Silvana a Rita e Jean, che va oltre il tempo e oltre quell’oceano che non è mai riuscito a dividerli. Perché tutto ciò che mette radici nel cuore, mai potrà essere estirpato.
Nella tappa successiva, incontriamo i ricordi lasciati dal padre: tutto ciò che le unghie nere ed affilate della Morte non hanno potuto graffiare
“Ricordo i valori che ci hai trasmesso,
La tua voglia di giocare e di vivere,
E forse anche di morire.” Da: A mio padre
E la speranza che, un giorno, tutto ciò che è stato e tutto quello a cui il tempo non ha concesso di accadere, potrà essere stretto in un abbraccio eterno. Senza più il timore che qualcuno o qualcosa possa strapparlo via una seconda volta
“Certezza di ritrovarti
Abbracciato alla serenità
Di un tempo che non finisce
Laddove la somma dei se e dei ma
Non conta più” da: Arrivederci Papà
Volando sopra i paesaggi dipinti in versi, scorgiamo sentieri i cui bordi sono costeggiati da roseti, laddove spesso ci si punge il cuore con le loro spine: qualche rimpianto per tutti i vorrei che non sono stati, e un pizzico di malinconia per una valigia piena di desideri che il destino non ha mai voluto aprire
“Vorrei tirando la somma poter guardare indietro
Con serenità senza che il cuore si schianti
E andarmene guardando con un sorriso
Senza rimpianti tutto quello che è stato.” Da: Quello che vorrei
Ma il profumo delle rose non teme le sue proprie spine e, inebriante e dolce, sprigiona gioioso: dalla tenera pelle dei figli; dal desiderio di ritrovare sé stessa nel profondo dell’anima di un grande amore
“Vorrei trovare te per ritrovarmi
Per sentire la vita scorrere
Per sentirmi viva dentro di te.” Da: Vorrei trovarti
E poi ancora, dalla capacità di cogliere le sfumature di un’alba e di assaporare i mille gusti di un tramonto, guardando sempre con occhi colmi di meraviglia i piccoli miracoli che la vita compie nell’intimità dell’anima
“E io ancora incredula
Con gli occhi di una bambina
Resterò incantata
Chiedendo ancora vita.” Da: Ancora vita
Lo stile fluido e coinvolgente della poetessa, ci fa sentire parte delle sue riflessioni profonde. Si coglie la saggezza nel comprendere che ci sarà un tempo per tutto, e la consapevolezza che alla fine il tempo non basterà mai a chi possiede la voglia furiosa e inebriante di respirare vita in ogni istante. Attraverso le ombre si scopre l’origine della luce: quella luce che illumina l’interno di un’anima e ne fa trasparire segreti e misteri. Senza svelarli maldestramente, ma facendone intravedere le forme, lasciando al lettore il piacere di volare con la fantasia ed il cuore, semplicemente seguendo le orme appassionate che l’autrice lascia sulla spiaggia del suo vissuto… Tra raggi di sole che bucano nuvole opache, e tempeste emotive che investono le pareti del cuore, senza però riuscire mai a far naufragare la forza d’animo che contraddistingue Silvana.
Alla fine di questo fantastico viaggio, facendo un respiro profondo, non si potrà che gridare:
Ancora vita!

Barbara Brussa

 

Preface

I have always thought that a book is the most economical, relaxing and fabulous way of travelling: around the world, through time, in dreams, in mysteries and in the depths of the soul. This book in particular offers an exciting opportunity to travel with Silvana Stremiz, she takes you by the hand and leads you to admire the infinite nuances of life. The journey starts from her origins, from that warm nest in which she began to breathe life “You taught me to love right and wrong I have learned from you Love and respect were your life lessons […] I cannot say the word Mummy Without saying it to you too. ” From: Rita “I received from you love more than love can give more than anyone could ever love. I had two mothers and two fathers “from: With Love, Rita and Jean Rita appears to be one of the pillars of Silvana’s life –so much so as to deserve the full name of mother – and together with Jean, represents the true concept of family beyond mere blood relationship, the family is where each one of us feels loved. The bond that binds Silvana, Rita and John is a strong one, that goes beyond time and beyond the ocean that has never been able to divide them. Because everything that takes root in the heart, can never be eradicated. In the next step, we find the memories left by her father. Memories that the black sharp nails of Death can not scratch “I remember the values that you passed on, your desire to play and live, and perhaps even die. “From: To my father And the hope that one day everything that was and everything that time has not allowed to happen, will be held tight in an eternal embrace . Without the fear that someone or something can tear it away a second time “Certain of finding you embraced by the serenity of a time that does not end where the sum of yourself and the’ buts’ no longer matter “from: Goodbye Dad Flying over the landscape painted in verse, we follow paths whose edges are lined with rose bushes, where our hearts are often pricked with their thorns: regrets about all that I have not been, and a touch of melancholy for a suitcase full of wishes that fate has never wanted to open “I would like to look back, summing up, calmly without a thumping heart and go with a smile with no regrets about everything that has been. “From: What I want But the smell of roses is not afraid of its own thorns, and heady, sweet and, joyous it comes forth: from the tender skin of children, the desire to find herself in the depths of the soul and in great love “I would like to find you in order to find myself to feel life flowing to feel alive inside you. “From : I want to find Furthermore, the ability to capture the nuances of a sunrise and enjoy the myriad of flavours of a sunset, looking with eyes full of wonder the little miracles that life performs in the privacy of the soul “And I still incredulous with the eyes of a child remain enchanted asking for more life. “from: More Life The fluid and engaging style of the poet, makes us feel part of her profound reflections. It takes wisdom to understand that there will be a time for everything, and to gain the knowledge that eventually the time will never be enough for those who have the furious and intoxicating desire to breathe life in every moment. Through shadows she discovers the source of light: the light that illuminates the inner soul and creates secrets and mysteries. She doesn’t awkwardly reveal these, but gives us a glimpse of them , leaving the reader the pleasure of letting their imagination and heart run free , Simply following the passionate footprints that the author leaves on the beach of her life … Among rays of sunlight that pierce the opaque clouds , and emotional storms that alter the walls of the heart without ever managing to wreck the fortitude that distinguishes Silvana. At the end of this fantastic journey, taking a deep breath, you can only cry out More life!

 

Barbara Brussa

Un tempo chiamato vita

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Lug 112014
 

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Recensione di

Francesco Andrea Becca.

Quando leggo un libro cerco sempre di isolarmi in quel mondo che i bambini chiamano “vorrei” e noi uomini chiamiamo “fantasia”.

La fantasia aiuta a vivere un libro, a capirne i silenzi e quello che le parole a volte non riescono a descriverci perché non possono loro stesse conoscere la nostra intimità.
Ecco, questo mi ha trasmesso la lettura di questo libro di Silvana Stremiz; il riconoscermi tra le sue pagine.
Il riconoscere un tempo che trascorrendo traccia il disegno anche della mia vita.
È come ascoltare un saggio parente, un familiare che racconta di se e del mondo che vive, che descrive lo scorrere delle emozioni in quella grande famiglia. Che è la nostra famiglia.
E si provano tutte le sensazioni dell’anima, le emozioni o i misteri delle storie narrate.
E ascolto sorridenti nonni dispensare consigli e saggezza, vedo la luce dei sogni negli occhi delle ragazze innamorate, sento il profumo del mare che si apre, immenso, agli occhi dei bambini.
E sento la pena perenne del non trovare, sento il dolore pungente di una delusione e la sofferenza latente per il perduto. E sento chi trascina il rimpianto nel cuore, chi ha avuto paura e chi ha trovato il coraggio dentro di essa.
La speranza nell’abbraccio di un figlio.
Ci sono cose che tutti ci portiamo nell’anima e non ricordiamo di averle in noi.
E tante volte chiudiamo il cuore davanti alle domande e viviamo avvolti nella nebbia.
Poi un giorno ci fermiamo a leggere un libro e ci ritroviamo a essere stelle.
E splendiamo alte e visibili perché qualcuno ci ha regalato un cielo nascosto fra le pagine di un libro.
Un libro che racconta anche il nostro tempo.
Un tempo chiamato vita.

Francesco Andrea Becca

 

La vita con i miei occhi

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Lug 112014
 

la vita con i miei occhi

 

La vita con i miei occhi è una raccolta di poesie e aforismi personali sulla vita.

“E’ il mio modo di vedere vivere e amare la vita.

Racconta in modo semplice il mio odio per la morte e le emozioni che la vita ci regala ogni giorno, rendendola degna di essere vissuta”

Fate per amore

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Mag 172014
 

 

Otto mani, quattro menti, quattro donne che ci incitano con questo titolo dalla dualità positiva “Fate per amore” ad unirci a loro con l’unico vero obiettivo di aiutare il prossimo, quel “prossimo” che ha un bisogno assoluto di protezione: il bambino.

 

Sospiri condivisi

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Mag 172014
 

 

La fantasia e il desiderio, sono chiavi che liberano l’anima dalle sue prigioni.
L’anima liberata ci porta in una dimensione magica, lontana dal razionale pensiero e dalla fredda ragione.

“Ascoltando” questo libro, si sentono pizzicare le corde del cuore, dalle delicate dita di Eros: ne scaturisce una melodia leggera, soave, che andando ad insinuarsi nel profondo, farà vibrare la femminilità di ognuno di noi, dando vita al desiderio.
Desiderio, attrazione, piacere: tutto questo nasce da Eros, da Amore. Tutto questo è Magia.

“Sospiri Condivisi” porta a sentire l’espressione della nostra anima, invitandoci a seguirla attraverso i labirinti dei sensi. Lì dentro ci perderemo, per ritrovare noi stessi…
Perché noi siamo ciò che sentiamo. Siamo le nostre emozioni più profonde, spontanee, e vere; siamo ciò che l’occhio altrui non può vedere, se non ha mai condiviso i nostri sospiri…

Di brano in brano, ci si addentra nel fuoco rigeneratore della passione, in quel sentimento unico, travolgente e miracoloso che è l’Amore.
In ogni verso, troviamo una porta di accesso alle sensazioni. Aprendole, una dopo l’altra, troveremo il coraggio di osare. Osare senza timori: l’unico rischio che si corre è quello di venire rapiti dalle emozioni d’Amore.

Nella sensualità che aleggia tra le parole di Silvana Stremiz, non vi è nulla di proibito, tutto diventa passione morbida e avvolgente, che travolge i sensi e poi se ne va… lasciando il caldo profumo del suo passaggio, a riempire gli spazi tra due Innamorati. Essere sensuali significa comunicare attraverso i sensi, è un punto di contatto, uno scambio fra due persone molto più eloquente di qualunque discorso.

La nostra vita è un respiro dopo respiro, ma cosa sarebbe se non ci fossero anche tanti, tanti sospiri? Sospiri Condivisi, per nutrire la vita di sensazioni…
Silvana Stremiz, con le grandi capacità e sensibilità che le sono proprie, riesce a far volare le nostre anime, in quei luoghi che sanno di magia. Tra i “Sospiri Condivisi” vi è la libertà di esprimere la propria femminilità.

Un viaggio alla scoperta della sensualità, che si nutre di sensazioni e ci fa sentire nel profondo questo concetto inspiegabile.
In questo libro, troveremo la traduzione di un brivido…

Barbara Brussa

Vibrazioni dell’anima

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Mag 172014
 

 

GENERE: pensieri/frasi/aforismi

 

L’amicizia è tenersi per mano a costo di affondare insieme.

Le mezze verità sono le bugie “più bastarde”.

Spesso i nostri sogni e ed i nostri incubi portano” lo stesso nome”.

Frammenti di Noi (Silvana Stremiz- Barbara Brussa)

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Mag 162014
 

 

“Frammenti di Noi” è un libro in grado di “nutrire l’anima e il cuore come il più passionale degli amori” (Silvana) e di essere pensato come “l’alba di ogni mio respiro, e il tramonto di ogni mio tormento” (Barbara). Solo i libri di scuola insegnano le materie, tuttavia alcune di queste nei primi anni di vita non possono essere insegnate: le vediamo, le impariamo a sentire, le facciamo crescere osservando il mondo che ci circonda. La famiglia ad esempio: è questa entità radicata nel cuore che ci insegna cosa siano i valori, l’amore e l’amicizia. Esistono anche altri mezzi, tra cui i libri: “Frammenti di Noi” è in grado di insegnarci qualcosa, anche se magari le autrici non lo sanno. Barbara e Silvana parlano delle proprie vite, del proprio Io, dei propri affetti e delle proprie idee. Le intrecciano, le fanno convivere e non sanno che questo insegna a noi cosa sia l’amicizia: idee, modi di fare, modi di vivere e di pensare, che si uniscono, si condensano in un unico grande gioco chiamato vita.

 

Silvana Stremiz

Basta – Un urlo che squarcia il silenzio

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Mag 162014
 

 

Secondo l’OMS, almeno una donna su cinque nel mondo è stata vittima di abusi sessuali nel corso della sua vita. Secondo l’Istat il 93% delle violenze perpetrate dal partner non viene denunciato, e solo il 18% delle donne che hanno subito abusi in …ambito domestico considera questa forma di violenza un reato. Da qui potete immaginare quanto qualsiasi numero o statistica io vi dica sia poco attendibile per difetto. Anche Anna la protagonista del mio libro tredicenne, non ha denunciato…poiché sua madre, sorella dello stupratore non le ha creduto…. Come troppo spesso capita. Riuscire a pubblicare Basta per me è stato come un parto ho sofferto scrivendolo addentrandomi nel dolore del passato di Anna la protagonista…e non vi nego che quando l’ho finito mi sono sentita meglio… e adesso è come se guardassi un figlio crescere perché mi sta dando inaspettate soddisfazioni Il mio sogno…. è che nessuna donna si senta di dover acquistare il mio libro per identificarsi nella protagonista, ma che siano solo uomini ad acquistarlo e dopo averlo letto che ne parlino in famiglia con i figli maschi ….

Affinchè ci possa essere una generazione di uomini VERI…che hanno saputo dire BASTA!
Di: Silvana Stremiz